| Giornalino della scuola primaria |
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| Scritto da Alunni della Scuola | |
| domenica 16 marzo 2008 | |
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GIORNALINO DELLA SCUOLA PRIMARIA
Il 5 ottobre la scuola ha organizzato un incontro con un gruppo di musicisti e artisti, provenienti dalla Svizzera, che hanno messo in scena uno spettacolo con musiche, danze e una rappresentazione con le marionette.
![]() Hanno assistito allo spettacolo il preside, il sindaco e gli assessori.
Mentre l’orchestra suonava pezzi del repertorio classico una speaker raccontava la storia di “Galvano nel castello delle meraviglie”, rappresentata in un teatrino di marionette posto in un angolo del palco. Tra una scena e l’altra delle signore con abiti lunghi e dai vivaci colori hanno interpretato la storia danzando e ponendo attenzione alla mimica.
![]() La storia parlava di un cavaliere molto coraggioso, Galvano, che cercava di salvare delle giovani fanciulle imprigionate da un perfido mago. Alla fine Galvano riesce nel suo intendo e si innamora della principessa. Dopo aver visto lo spettacolo abbiamo organizzato un bouffet per ringraziare il gruppo di artisti e far loro assaggiare alcuni prodotti e piatti tipici. ![]() Alessia M., Alice P., Rossana S., Gioacchino B., Antonino B. – 5ª C Foto di Gioacchino B. – 5ª C
Prova di evacuazione
Il dipartimento regionale della protezione civile ha ricordato il giorno del terremoto nella Valle del Belice con delle fiaccolate e quattro tende della memoria a Montevago, Santa Margherita di Belice, Menfi e Sambuca. A mezzogiorno del 15 gennaio è stato osservato un minuto di raccoglimento in memoria delle vittime e subito dopo è stata effettuata la simulazione di un’evacuazione nelle scuole della zona, nelle quali il personale della protezione civile ha spiegato quali norme rispettare in caso di rischio sismico.
Quel giorno di quaranta anni fa …
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Nella notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968 un violento terremoto colpì e distrusse gran parte della valle del Belice.
L’epicentro del sisma fu tra Gibellina, Salaparuta e Poggioreale. I paesi di Gibellina, Montevago e Salaparuta furono rasi al suolo, cancellati. Gravemente danneggiati Poggioreale, Santa Ninfa, Santa Margherita Belice. Subirono danni anche a Menfi e Sciacca. Tra le macerie delle case crollate furono ritrovati centinaia di morti. Le strade praticamente furono risucchiate dalla terra e i collegamenti tra i paesi colpiti praticamente impossibili. Le vittime furono 370, di cui la maggior parte a Gibellina e Montevago. Un migliaio i feriti e circa centomila i senzatetto. Per quattro, cinque giorni a migliaia si aggirarono fra le macerie alla ricerca di congiunti dispersi e per salvare qualcosa rimasto indenne nello scempio. Le cronache erano strazianti. Vi furono casi di gente estratta viva dalle macerie dopo quattro giorni. La storia di una bimba, unica superstite di un’intera famiglia, salvata dopo 60 ore, fece il giro del mondo. Moro, Nenni ed il capo dello Stato Giuseppe Saragat videro con i propri occhi l’immensità del disastro e della miseria dei luoghi. Furono impegnati nei soccorsi più di mille vigili del fuoco la Croce Rossa, l’esercito. Aiuti e soccorritori, inoltre, arrivano da ogni parte d’Italia e d’Europa: furono soprattutto giovani, i tanto disdegnati ‘capelloni’, subito denominati “angeli delle macerie”. Il 20 gennaio, in un caos indescrivibile fra uomini e mezzi inviati per i soccorsi senza alcun coordinamento, la valle del Belice venne investita da una pioggia torrenziale, la temperatura scese notevolmente ed il fango finì l’opera di distruzione. Numerosi accampamenti e tendopoli approntate dall’Esercito furono spazzati via dalla furia del vento. Sembrò una persecuzione. Il 24, gli inviati della Gazzetta annunciavano che in Sicilia era in corso un vero e proprio esodo. Gli emigrati furono ben ventimila. Nel giro di qualche mese le tendopoli fecero posto alle baraccopoli. “E’ una soluzione provvisoria”, si diceva. Ma, ancora, nel 1993 le famiglie terremotate che continuavano a vivere nelle baracche della valle del Belice, erano 1.500! Oggi, dopo decenni di interminabili lavori, i paesi della Valle sono stati in gran parte ricostruiti. Abitazioni, infrastrutture urbanistiche e stradali hanno riportato condizioni di vivibilità, ma hanno anche profondamente modificato il volto di questa parte della Sicilia. Da una ricerca compiuta dai ragazzi della 5ªA
Tutti
in gita ! ! ! ![]() Rappresentazione teatrale Lo spettacolo è stato divertente e molto intrigante. Dopo lo spettacolo ci siamo recati in un ristorante, e dopo aver pranzato, abbiamo visitato il giardino che includeva un campo da golf. Nel pomeriggio abbiamo visitato il Palazzo d’Aumale di Terrasini. ![]() Palazzo D'Aumale All’interno del palazzo c’erano reperti storici e archeologici e tanti tipi di animali imbalsamati. Abbiamo potuto vedere, anche, diversi carretti siciliani decorati splendidamente e attrezzi di lavoro legati alle nostre tradizioni artigianali. Alessio C., Michele A., Gaetano C., Pierantonio G., Luciano A. - 5ª B
LA GIORNATA DELL’ECOLOGIA
Il 28 Settembre 2007, noi bambini delle quinte classi, accompagnati dalle maestre, siamo andati al parco di Via Boccaccio per partecipare tutti insieme alla giornata dedicata all’ecologia. Arrivati lì ci hanno dato guanti, berretti, magliette e grandi sacchi neri. Abbiamo cercato di ripulire il parco dalle cartacce e dalla sporcizia. Ci siamo divertiti un mondo. Il Sindaco Buscemi e l’assessore Bucceri, presenti alla manifestazione, ci hanno fatto i complimenti per essere stati bravi e ci hanno ricordato che è importante rispettare la natura. Noi ragazzi abbiamo potuto personalmente constatare che è bello avere un ambiente pulito dove si può correre e giocare in compagnia. La nostra è stata davvero una bella esperienza. Francesco G., Daniele G. e Giusi S. - 5ª A
Festa dell’accoglienza Il 6 novembre non è stato un giorno qualsiasi per noi ragazzi del Plesso “Lombardo Radice”, ma il giorno, davvero emozionante, in cui si è svolta la festa dell’ accoglienza. Alle 8,30 eravamo già pronti sul palco dell’Aula Magna per accogliere, sulle note di un canto, i bimbi delle Prime Classi, che, anch’essi pallidi per l’emozione, hanno fatto il loro ingresso tenendo il grembiulino e il fiocchetto bianco in mano. Erano presenti alla manifestazione il Preside e il Sindaco. La maestra Francesca Li Voti, Responsabile del plesso, ha dato inizio alla cerimonia. Subito dopo sono entrati in scena Silvia della 5ª A, Alessia della 5ª B e Samuel della 5ª C, che, dopo delle brevi frasi di presentazione, ci hanno invitato a ballare sulle note del brano “Capitano Uncino”. Dopo l’applauso caloroso del pubblico ha avuto inizio la cerimonia della vestizione. Noi grandi abbiamo chiamato sul palco, a uno a uno, i bimbi, li abbiamo aiutati a indossare il grembiule e abbiamo regalato loro una simpatica matita che i bimbi hanno ricambiato con un biglietto realizzato da loro stessi, da cui sorrideva una simpatica coccinella. Alla fine della vestizione siamo scesi dal palco tenendo per mano i bimbi di Prima e, dopo la foto di rito, siamo andati in giardino a piantare degli alberi, un melograno, un ulivo e un limone. Alla fine tutti, grandi e piccini, siamo andati a mangiare. Fuori dall’aula magna c’era un buffet con dolci preparati dalle mamme. La cerimonia della vestizione ha riportato alla nostra mente il giorno in cui siamo stati accolti dai compagni più grandi, anche se allora le cose si sono svolte in modo più semplice e all’interno delle nostre stesse classi. Ma anche in quell’occasione c’erano dei dolci, tutti sorridevano e c’era un’aria festosa e molto amichevole. Per tutti noi quel giorno è stato emozionante e bello da ricordare. Giusy S., Giuseppe A., Samantha C., Silvia R., Manfredi B., Luca, Nicole N., Giusy V., Giusi F., A-rianna S., Sara - 5ª A ![]() ![]()
MILAN-JUVENTUS
UNA PARTITA DAVVERO ENTUSIASMANTE
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Alessio C., Michele A., Luciano A., Gaetano C., Pierantonio G. – 5ª B
UN DICEMBRE RICCO DI ATTIVITÀ
Il mese di dicembre è stato contrassegnato, come ogni anno, dai preparativi per il Natale. Noi alunni di 5 ª ci siamo impegnati nelle attività legate a tale festa.
Insieme agli insegnanti e al personale non docente, inoltre, abbiamo allestito le decorazioni natalizie per le nostre aule, e per tutto il plesso “Lombardo Radice” in generale. Infine abbiamo realizzato biglietti augurali ed oggetti di stampo natalizio da portare in dono alle rispettive famiglie. La cosa più importante, però, che abbiamo cercato di fare è quella di preparare i nostri cuori alla venuta di Gesù Bambino…e quest’anno lo abbiamo fatto recitando in dialetto la “Nuvena” davanti a un pubblico di genitori e parenti durante la rappresentazione che precede le vacanze natalizie.
Com’è beddu lu Natali,
![]() chi s’aspetta lu Bammineddu, nnì la Missa a mezz’annotti, chi rinasci nudu e beddu. Poi a tavula nuatri Cu li zii e li fratuzzi, cu me patri e cu me matri, li cucini e li suruzzi. Oh, chi beddi tavulati, tutt’ assemi pi mangiari! C’era amuri e amicizia tra parenti e tra compari. E, si m’annuminati lu Natali, tornu a essiri picciottu e mi mangiu cucciddati cu li sfinci e vinu cottu. Ora arrestanu memorii scritti A focu ni la menti: oh…li beddi tempi antichi comu sunnu cummuventi!
Da una ricerca, sulle poesie legate alla tradizione natalizia siciliana, effettuata da Evelyn Milici, 3ª B
Per chi si volesse cimentare nella preparazione di dolci tipici delle nostre tradizioni natalizie, anche se il Natale è appena trascorso, forniamo la ricetta dei buccellati, addirittura nella versione dialettale, così come detta da una mamma in un’intervista.
![]() Si fa na pasta durulidda cu un chilu di farina, 150 gr. di sugna o margarina, 150 gr. di zuccaru, 3 gr. di d’ammuniaca o na bustina di levitu e acqua quant’abbasta. Si fa ripusari lu ‘mpastu a lu friscu e si pripara na consa cu un chilu di marmellata di ficu, 200 gr. di mennuli, scorcia d’aranciu e lumini grattatu, 250 gr. di meli, ammiscannu bonu tutti cosi. S’ allonga la pasta cu lu sagnaturi e si fannu fogghi di tanti misuri. ‘Ncapu ogni fogghia si metti n’anticchia di consa, si chiudi e si fa di furma a piaciri, tagghiannu a giru cu lu raviularu, facennu ‘ntagghi e pizzicannu. Si mettinu ‘nta na tigghia untata d’ogghiu e ‘nfarinata e si ‘nfurnanu a furnu cavudu pi na vintina di minuti. Si ponnu rifiniri cu un velu, fattu di biancu d’ovu battutu, zuccaru, sucu di lumini e diavulina ‘ncapu. Si ‘nfurnanu natr’ anticchia e … li cucciddata sunnu pronti pi essiri gustati. Preparate una pasta piuttosto dura con 1 kg. di farina di semola, 150 gr. di margarina o sugna, 150 gr. di zucchero, 3 gr. di ammoniaca o una bustina di lievito in polvere, acqua quanto basta. Lasciate riposare la pasta in un luogo fresco e preparate un ripieno con marmellata di fichi, 200 gr. di mandorle, una scorza di arancia grattugiata e 200 gr. di miele, amalgamando bene. Fate piccole sfoglie spianando col matterello la pasta, mettetevi sopra un po’ di ripieno e richiudetele bene. Potrete dare ai buccellati le forme più svariate, tagliando poi con la ruota dentata. Disponete i buccellati in una teglia unta d’olio, spolverata di farina e cuocete in forno caldo (200-220) . Si possono rifinire con una glassa bianca fatta con un tuorlo d’uovo montato a neve, zucchero, succo di limone e cosparsi di diavolicchio. Si mettono in forno un altro ualtro po’ per fare essiccare la glassa e … i buccellati sono pronti per essere gustati. Christian Donato - 5ª C In tema, invece, con il Carnevale che è appena trascorso, forniamo la ricetta delle
Chiacchiere
Questi dolci fritti sono tipici del periodo di Carnevale e prendono nomi diversi a seconda della regione: Cenci in Toscana, Frappe in Emilia, bugie a Genova, Crostoli a Venezia. Difficoltà: media Tempi: 30 minuti per la preparazione. Il tempo di riposo della pasta. 30/40 minuti per la cottura Ingredienti per 6 persone: 200 gr. di farina. Un uovo intero e un tuorlo. 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva. 50 gr. di zucchero. Un bicchierino di vino bianco. Olio per friggere. Zucchero a velo. Preparazione: Versare la farina su una spianatoia con un pizzico di sale e al centro mettere lo zucchero, le uova, l’olio e il vino. Lavorare a lungo la pasta aggiungendo eventualmente altra farina. Lasciare riposare la pasta, coperta con un tovagliolo, per circa un’ora. Spianarla col matterello, riducendola ad una sfoglia sottile. Con la ruota dentata ricavare delle strisce abbastanza lunghe e larghe 3 - 4 cm. Tagliare ulteriormente le strisce in pezzi lunghi una decina di centimetri e praticare più incisioni. Infila re nelle incisioni gli angoli delle strisce se si vogliono ottenere delle forme fantasiose. Le strisce si possono anche annodare. Far friggere i vari pezzi in olio bollente e abbondante fino a che non diventano dorate e croccanti. Sgocciolarle e disporle su carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso. Cospargerle con zucchero a velo. Gli alunni della 5ª C |
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| Ultimo aggiornamento ( venerdì 21 marzo 2008 ) |
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